ZUCCA E PATATE ARROSTITE IN PINZIMONIO


Zucca e patate arrostite !! gusti antichi, semplici ! un vero comfort food per accompagnare carni o pesci grigliati.
Versatile ed economico , da preparare anche in anticipo, piacerà a tutti soddisfacendo il palato e la salute.
Io ho utilizzato la piastra in terracotta dell’ Artigiana Vasai, degli artigiani che producono manufatti in terracotta per la cottura, resistenti, bellissimi e certificati con vernici non tossiche. Queste suppellettili permettono cotture salubri, con pochi grassi , mantenendo intatto il sapore e il profumo dei cibi. Chi mi legge sa che li adopero quotidianamente per ogni tipo di cibo.


Quindi ecco la ricetta:


Ingredienti per 4 persone:
– 1\2 kg di zucca rossa, mondata,  a fette spesse mezzo centimetro
– 1\2 kg di patate sbucciate e affettate mezzo centimetro
– 1\2 bicchiere di olio extravergine doliva
– 4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato grossolanemente
– 1\2 cucchiaino di peperoncino (facoltativo)
– 2 spicchi d’aglio a fettine

Procedimento:
– sulla piastra di terracotta ben calda disponete le fette di zucca e fate dorare da entrambi i lati
– lo stesso per le fettine di patate
– nel frattempo preparate il pinzimonio con lolio d’oliva, il prezzemolo fresco e l’aglio tritato
– aggiustate di sale e peperoncino e mescolate bene
– a mano a mano che si cuociono le fettine, spennellatele, ancora calde, con il pinzimonio e disponetele in un piatto da portata
– a fine cottura versate il pinzimonio avanzato sulle fettine
– coprite con stagnola e fate riposare almeno un’ora per insaporire bene
– servire

MACCO DI FAVE CON POMODORINI


Il “Macco di Fave “ è una zuppa antica, salutare, come tutto ciò che cucinavano i contadini, corroborante e appagante. 
Pare che, anche in Sicilia, stia arrivando l’autunno….dico “pare” perchè quì, le mezze stagioni , non esistono piu’. Ricordo, quando ero bambina, quindi in un’epoca quasi giurassica, che ai primi di ottobre, quando cominciava la scuola, si andava con una giacchettina di lana a manica lunga…al mattino c’era fresco e, durante il giorno, con il sole, la temperatura aumentava e ci permetteva di fare la ricreazione in cortile. 
Da alcuni decenni, non è piu’ così….caldo da maggio a novembre, quest’anno si è aggiunta anche la siccità che ha devastato tutte le coltivazioni…insomma…l’Uomo , in tutte le sue manifestazioni, continua a distruggere.
Quindi, dato che le temperature sono, lievemente, piu’ gradevoli, io faccio finta che sia , davvero, autunno e comincio a preparare queste gustosissime zuppe.
Oggi vi racconterò il Macco di Fave , con fave secche decorticate dell’azienda DomenicoBelisario e pomodorini. 
Una vera leccornìa che vi consiglio. Veloce da preparare, le fave decorticate non richiedono ammollo, sono una miniera di sali minerali rivitalizzanti ed energetici. 
Io l’ho condito con un soffritto leggerissimo di pomodorini, ottimo olio extravergine d’oliva e gustato con fette di pane casereccio, appena tostato.

Ingredienti per 4 persone:
– 400 gr. di fave secche decorticate Domenico Belisario
– 2 carote
– 2 cipolle rosse medie
– 2 coste di sedano
– 1\2 kg di pomodorini
– 1 peperoncino (facoltativo)
– 2 spicchi d’aglio
– 2 foglie d’alloro
– qualche rametto di timo, maggiorana, rosmarino, salvia
– olio extravergine d’oliva
– sale q.b

Procedimento:
– preparare un battuto con le carote, le cipolle, il sedano e le erbe aromatiche e tritarlo, grossolanamente, in un mixer (io nel Bimby) in modo che , una volta cotta la zuppa, abbiano la stessa consistenza del macco
– sciacquare le fave e scolarle bene
– in una capiente pentola , io di coccio, mettere il battuto e le fave secche, una foglia d’alloro e coprire d’acqua
– a metà cottura aggiungere il sale, secondo il vostro gusto
– cuocere a fuoco basso per circa un’ora, controllando che non evapori tutta l’acqua
– sarà cotto quando le fave si disferanno diventando quasi una crema
– nel frattempo lavare e tagliare a pezzetti i pomodorini
– in una padella aggiungere 30 gr. di olio extravergine d’oliva, il peperoncino e gli spicchi d’aglio tritati fini
– soffriggere per 1 minuto a fuoco basso e aggiungere i pomodorini a pezzetti
– cuocere, a fuoco basso per 5 minuti e mettere da parte
– aggiungere i pomodorini al macco, mescolare e servire con fette di pane tostato

CAPONATA DI MELE

La Caponata di Mele è la gustosa variante della classica preparazione della cucina siciliana. Ne avevo sentito parlare da tempo ma non l’avevo mai gustata…..

Durante le consuete vacanze estive trascorse a Castelbuono ,è  di rito, andare al “Giardino di Venere”, il meraviglioso ed elegantissimo ristorante del caro amico Salvatore Baggesi. 
Ve ne ho già parlato… adoro la cucina di Salvatore….recupero accurato delle ricette antiche madonite, ingredienti a km 0, location antica e affascinante.
Tra le varie portate che ci sono state servite , c’era anche la caponata di mele, che non avevo mai mangiato. 
DELIZIOSISSIMA !!! la consistenza e il gusto delle mele golden si fonde , perfettamente con l’agrodolce della classica caponata. Una rivelazione che permette a tutti e in qualsiasi parte d’Italia dove le melanzane, in inverno , diventano merce rara e comunque , qualitativamente, mediocre, di preparare un antipasto , o contorno , di grande pregio e “furbo”  perchè, come tutti i piatti in agrodolce, va preparato in anticipo per essere buonissimo. 
Quindi ecco la ricetta e, quando la preparerete e gusterete, non potrete piu’ farne a meno !!




Ingredienti per 4 persone:
– 3 mele Golden o Smit
 – 3 coste di sedano

– 50 gr. capperi salati 
– 4  cipolle 
– 150 gr. olive verdi denocciolate
– 1\2 bicchiere di olio extra vergine d’oliva 
– 4 cucchiai di salsa di pomodoro già pronta  
– olio per friggere


Procedimento:
– sbucciare le mele e  tagliarle a tocchetti 
– nel frattempo sbucciare e affettare le cipolle
– mettere le cipolle in una larga padella e farle appassire con mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva, a fuoco bassissimo e mescolando
– dissalare i capperi in acqua tiepida e mettere da parte
– denocciolare le olive e mettere da parte
– lavare i gambi di sedano, levare i filamenti e tagliare a pezzettini
– sbollentare il sedano in acqua salata sino a che diventi tenero
– friggere le mele  in una larga padella , mescolando, dorare velocemente da tutte le parti , sgocciolare e tenere da parte
– in un bicchiere versare due tazzine da caffè di aceto bianco e 3 cucchiai di zucchero, mescolare e aggiustare, di zucchero o d’aceto, secondo il proprio gusto  e mettere da parte

assemblaggio della caponata:
– nella larga padella con le cipolle già appassite, aggiungere il sedano lessato, i capperi, la salsa pronta, le olive e l’aceto con lo zucchero, aggiustare di sale e lasciare cuocere, a fuoco bassissimo, per un paio di minuti, mescolando
– aggiungere le mele fritte, mescolare molto delicatamente e cuocere, tutto insieme, per un minuto
– trasferire la caponata in un  piatto da portata e consumare fredda, meglio il giorno dopo

N.B : 
Le mele devono essere croccanti e devono essere cotte poco per mantenere la consistenza



CONDIMENTO PER BRUSCHETTA AI PEPERONI


Oggi vi propongo un condimento ai peperoni per bruschette.

Tempo di bruschette da mangiare durante le allegre tavolate estive, versatili, stuzzicanti , colorate, risolvono l’antipasto con gusto!! Ma è anche tempo di conserve e, come sapete, io adoro racchiudere nei barattoli i sapori e profumi dell’estate e riempire la mia dispensa di tanti buoni vasetti, utili per la famiglia ma anche graditissimi doni per parenti e amici , per le prossime Festività. 
Quindi….mettiamoci all’opera!!



Ingredienti:
– 2 kg di peperoni di vari colori (io rossi)
– 100 gr. di capperi salati
– 1\2 l. di aceto di vino bianco
– 1\2 l. di vino bianco
– 1 cucchiaio di sale
– peperoncino macinato
– 1 cucchiaio di aglio in polvere
– 2 cucchiai di origano
– 10 chiodi di garofano
– 3 foglie di alloro
– olio d’oliva extravergine 
– barattoli di vetro
Procedimento:
– lavare i peperoni, togliere il picciolo e i semi e tagliarli a fettine oppure a quadrotti
– in una capiente pentola versare l’aveto, il vino, il sale, i chiodi di garofano e le foglie di salvia e portare a bollore
– quando il contenuto della pentola sarà a bollore, versare i peperoni spezzettati e cuocere, da quando si alzerà nuovamente, il bollore, per 3 minuti a fuoco forte
– scolare i peperoni e metterli su una tovaglia pulita, ben sparsi, ad asciugare per una notte
– trascorso questo tempo, mettere i peperoni in un contenitore capiente e aggiungere il peperoncino tritato, l’aglio in polvere, i capperi ben dissalati, l’origano e l’olio d’oliva e mescolare bene
– assaggiare e, eventualmente, aggiustare di sale
– riempire i barattoli di vetro sino a 2 dita sotto il bordo e ricoprire con olio d’oliva
– chiudere bene i barattoli e metterli in una capiente pentola. Coprirli d’acqua , mettere il coperchio e portare ad ebollizione
– lasciare bollire per 50 minuti dal bollore e spegnere il fuoco. Lasciare i barattoli dentro la pentola sino a che saranno completamente freddi
– togliere i barattoli dalla pentola, asciugarli e riporre in una dispensa, al buio
– si conservano perfettamente per 2 anni

FAGIOLI NERI IN INSALATA

Fagioli neri per non rinunciare al gusto e alla salubrità di questi pregiati legumi nemmeno in piena estate. 

Io li amo anche cucinati classicamente, a zuppa, con tutte le verdure , da consumare appena tiepidi, ma stavolta, ho voluto provarli freddi, protagonisti di un’insalata goduriosa, profumata e colorata che può costituire un pasto completo.
Ho utilizzato i fagioli neri della varietà “il Duce” dell’Azienda Sarconi . 
Sono vellutati e con la buccia sottile e tenera. Buonissimi per ogni preparazione. 
Li ho lessati come faccio abitualmente e quindi aggiungendo carote, sedano, cipolla e la foglia d’alloro. A cottura ultimata li ho scolati e ho aggiunto carotine novelle a pezzetti, cipolla rossa di Tropea, sedano, pomodori secchi sott’olio e un ciuffetto di finocchietto selvatico crudo che ha conferito un profumo inebriante a questo piatto. Tutto irrorato da un ottimo olio extravergine d’oliva.
E’ la soluzione ideale per mangiare sano e di gusto anche quando le temperature diventano proibitive, come in questi giorni. Si preparano in anticipo e si possono anche congelare, lessati, e condire al momento di consumarli….quindi vi consiglio di cucinarne una dose doppia!!! 

Ingredienti per 4 persone:
– 1 confezione di Fagioli neri “Il Duce” az. Fagioli di Sarconi Belisario IGP
– 2 carote
– 1 cipolla
– 2 gambi di sedano
– 2 foglie d’alloro
– sale q.b.

per l’insalata:
– 1 cipolla rossa di Tropea
– 3 carotine novelle
– sedano a mazzetto (piccolo) oppure due coste tenere
– qualche rametto di finocchietto selvatico (facoltativo)
– 50 gr. di pomodori secchi sott’olio
– olio extravergine d’oliva
– peperoncino (facoltativo)

Procedimento per i fagioli:
– tenere i fagioli a mollo, per una notte, in una ciotola
 – lessare i fagioli con gli ortaggi sino a che saranno teneri ma non sfatti
– scolare i fagioli e mescolarli con le carotine crude a pezzetti, la cipolla rossa, i pomodori secchi a pezzetti, il sedano e il finocchietto a pezzetti
– condire con un pizzico di peperoncino e olio extravergine d’oliva
– servire

SUGO PRONTO DI ZUCCHINE, NOCI E POMODORI SECCHI

Un ottimo sugo pronto di zucchine, noci e pomodori secchi per mangiare bene anche quando c’è poco tempo.

Finalmente ritorno nel mio amato blog…dopo un lungo periodo di assenza. 
Non si è trattato di mancanza di idee o di tempo ma , ho dovuto, raccogliere i miei “cocci” e riacquistare un pò di equilibrio…
Alcune settimane fa, mio figlio, il mio unico figlio, ha ricevuto una proposta di lavoro molto gratificante….e allora, starete pensando,….FINALMENTE !! 
Dopo tanti sacrifici, tanto lavoro troppo spesso non retribuito da criminali datori di lavoro , dopo speranze e troppe delusioni nella nostra amata Terra, la Sicilia, finalmente un’occasione importante e, finalmente , adeguata a tutti i titoli conseguiti, che, ovviamente, non si poteva rifiutare….. ma….in Valle d’Aosta !!!
Meravigliosa regione d’Italia , a misura d’uomo dove tutto o quasi tutto funziona bene e che riesce pure a dare lavoro….incredibile !! 
Da subito ho incoraggiato e sostenuto mio figlio in questa scelta ma, dentro di me, è stato uno strazio immane !! 
tutto ciò , contro cui, ho lottato in questi anni, si è materializzato!! 
Lo so….ormai tutti i nostri giovani sono costretti a cercare lavoro lontano…anche all’estero!! 
So di non essere la prima e , purtroppo, neanche l’ultima mamma , a soffrire tanto…ma, ho bisogno di metabolizzare, ho bisogno di adattarmi a questa nuova condizione e perciò, anch’io sono entrata a far parte del “CLUB DELLE MAMME TERRONE” !! 
Mi sono stordita nella preparazione di tanti vasetti, di tanti condimenti pronti anche se  Luca cucina molto bene! Ma la dispensa ben fornita  gli permetterà, anche se ritorna molto stanco, di preparare velocemente un salubre e gustoso piatto di pasta !!
Questa è la prima ricetta e ve la consiglio anche se i vostri figli non sono lontani!!
Si tratta di una crema di zucchine genovesi trifolate con pomodori secchi sott’olio e noci. Un mix di gusti e profumi sempre graditi e con la solita attenzione alla salubrità. Potrete consumarlo al momento o, come me, preparare delle conserve. 
Basterà sterilizzare i barattoli di condimento, a bagnomaria, per 45 minuti, dal bollore. Conservare in dispensa, al buio.


Ingredienti per 4 persone:
– 1 kg di zucchine genovesi
– 150 gr. di noci sgusciate Lattanzi
– 100 gr. di pomodori secchi sott’olio
– 3 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
– 1 spicchio d’aglio tritato
– 1 peperoncino
– 30 gr. di olio extravergine d’oliva
sale q.b.

Procedimento:
– lavare le zucchine, togliere le estremità e tagliarle a pezzetti
– in una pentola versare l’olio e aggiungere il prezzemolo, l’aglio e il peperoncini tritati
– soffriggere a fuoco basso per 1 minuto e aggiungere le zucchine
– mescolare e cuocere a fuoco medio per 5 minuti
– nel frattempo tostare lievemente le noci in una padella antiaderente e farle raffreddare
– in un mixer (io nel Bimby) frullare le zucchine cotte con le noci e i pomodori secchi
– aggiungere una manciata di prezzemolo fresco e mescolare
– riempire i barattoli di vetro e chiudere bene i coperchi
– inserire i barattoli pieni in una pentola con i bordi alti, coprire d’acqua e portare a bollore
– sterilizzare per 45 minuti da quando si è alzato il bollore
– lasciare raffreddare i barattoli dentro la pentola
– togliere i barattoli dall’acqua e riporli in dispensa al buio o….spedire ai figli lontani!!

PIZZA DI SCAROLE NAPOLETANA

La famosissima “Pizza di Scarole” è un piatto tipico della cucina napoletana per la vigilia di Natale ,  in cui si mangiava “magro” e leggero in vista dei pasti luculliani  dei giorni successivi. 

Viene anche chiamata “pizza con la jeta”, in quanto in alcune varianti si può usare anche la bietola da coste, detta “jeta”.
Le varianti coinvolgono anche la base che può essere un impasto lievitato oppure, nelle famiglie piu’ facoltose, era una pasta sfoglia o brisè.
Comunque sia , a partire dal secondo Dopoguerra, la pizza con la scarola viene preparata e apprezzata in qualsiasi periodo dell’anno e gustata come piatto unico o antipasto.
Sia la scarola che la bietola sono due verdure diffusissime in Campania, e ancor più nei secoli passati, infatti,  i Napoletani erano chiamati dagli altri Italiani dei “mangiaerbe”, prima dell’irruzione nella pasta nella dieta popolana che avverrà solo più tardi, a partire dal XVII-XVIII secolo. 
L’idea di farcire la pizza con le verdure, però, si deve ai Romani, come testimoniano anche altri piatti simili alla pizza con la scarola campana come l’erbazzone reggiano e, a Genova e in Liguria, la türta de gee e la torta pasqualina.
Io la preferisco con la scarola riccia (indivia) anche se si può utilizzare la scarola liscia (detta napoletana) perchè adoro il gusto lievemente amarostico di questa verdura e il contrasto con il dolce dell’uva passa, i pinoli , il gusto delle olive nere di Gaeta (io olive nere siciliane) . 
E’ un perfetto connubio di sapori e consistenze racchiuso in un soffice e gustoso involucro di pasta lievitata.
Io la preparo spesso ma, questa volta, ho utilizzato le magnifiche scarole biologiche che mi ha regalato la mia amica Rossella!! si, Rossella, quella dei taralli pugliesi, così attenta all’alimentazione e alla provenienza dei cibi !! 

Piatto e strofinaccio Greengate


quindi, ecco la ricetta!!

Ingredienti per 4 persone:

per l’impasto:
– 250 gr. farina di semola Ruggeri
– 250 gr. farina di grano tenero macinata a pietra Ruggeri
– 50 gr. di strutto oppure olio di oliva extravergine
– 30 gr. di lievito di birra oppure 1 bustina di lievito disidratato
-250 gr. acqua tiepida (variabile secondo il tipo di farina)
– 1 cucchiaino di zucchero
– 2 cucchiaini di sale

Ingredienti per il ripieno:
– 1 kg di scarole 
– 50 gr. di uva passa
– 2 cucchiai di pinoli
– 150 gr. di olive nere snocciolate
– 6 filetti di acciughe ( io 3 filetti di sarda salata)
– 2 cucchiai di capperi salati
– 1\2 cucchaino di peperoncino
– 2 spicchi d’aglio
– 50 gr. olio extravergine d’oliva

Procedimento per l’impasto:
– in una larga ciotola o nell’impastatrice inserire l’acqua tiepida, il lievito e lo zucchero e sciogliere bene
– aggiungere le farine e lo strutto oppure l’olio e impastare bene
– aggiungere il sale e continuare ad impastare per un paio di minuti
– formare una palla e lasciare lievitare l’impasto in una ciotola, coperta con pellicola e con un panno, in un luogo tiepido , sino al raddoppio
Procedimento per il ripieno:
– mondare e lavare la scarola
– dissalare i capperi in acqua tiepida
– ammollare l’uva passa e scolarla bene
– sbollentare la scarola per 1 minuto in acqua e sale
– sgocciolare la verdura e sminuzzarla , facendo scolare tutta l’acqua
– nel frattempo , in una larga padella, mettere l’olio e l’aglio e rosolare lievemente
– aggiungere i filetti di acciughe e scioglierli
– togliere l’aglio e aggiungere la verdura tagliata e rosolare per 2 minuti
– aggiungere i capperi dissalati , il peperoncino e le olive e rosolare per 1 minuto a fuoco basso
– aggiungere l’uva passa ammollata e i pinoli e mescolare bene e mettere da parte

Assemblaggio della pizza:
– dividere l’impasto lievitato in due parti
– stendere , con delicatezza, il primo pezzo , circa 1\2 cm. e foderare una teglia (tonda o rettangolare è lo stesso) coperta con carta forno
– bucare la base con i rebbi della forchetta e stendere il ripieno in modo uniforme
– stendere l’altro pezzo di impasto e coprire la pizza , chiudendo, accuratamente, i bordi
– bucherellare l’impasto , spennellare con olio d’oliva e lasciare lievitare, nuovamente, per circa mezz’ora
– infornare in forno caldo a 220° per 20 minuti
– servire tiepida o fredda




FAVE SECCHE A "CUNIGGHIU"

Le Fave a “cunigghiu”  , a “coniglio”, per intenderci , non contengono polpa di coniglio ma sono un gustoso piatto , rigorosamente, vegetale,

a base di fave secche o fave fresche ma, dell’ultimo raccolto, quando sono piuttosto durette.

E’ una pietanza contadina, povera e di tradizione che vi consiglio caldamente . 
Lo potrei definire un vero “comfort food” per le sere invernali, da poter preparare in anticipo e trovare pronto quando si ritorna , troppo stanchi e troppo tardi, per poter mettere a tavola qualcosa di decente.
Le fave, ricchissime di sali minerali, costituivano per le popolazioni contadine , la sopravvivenza, il serbatoio di energie per poter affrontare il duro lavoro dei campi…spesso l’unica risorsa in tempo di guerre o carestie.
Al giorno d’oggi è, senz’altro, un pasto salutare, corroborante e gratificante.
La denominazione deriva dal fatto che, anticamente, venivano servite in un piatto, unico per tutti i commensali,  dal quale si prelevavano, rigorosamente con pollice, indice e medio e, con gli incisivi, si toglieva la capoccetta della fava e , con la pressione della punta delle tre dita, si facevano uscire i “cotiledoni” del seme della fava dalla buccia e, quasi automaticamente veniva mangiata . 
Quell’azione e la velocità di esecuzione faceva pensare al coniglio. 
In genere le fave secche vengono lessate, previo ammollo, come un comune legume e poi condite con olio extravergine, aglio e origano. Io le ho preparate attingendo ad una “variazione sul tema” castelbuonese ed è risultata una pietanza gustosissima , colorata e salutare.


Ingredienti per 4 persone:
– 400 gr. di fave secche non decorticate  Belisario 
– 2 carote
– 2 coste di sedano
– 2 cipolle rosse
– 4 pomodori maturi
– 1 foglia d’alloro
– 1 peperoncino
– 30 gr. olio extravergine d’oliva

Procedimento:
– mettere in ammollo le fave per una notte
– sciacquarle bene e lessarle in acqua con una foglia d’alloro
– a meta’ cottura aggiungere il sale q.b.
– quando saranno tenere, toglierle dal fuoco
– nel frattempo, preparare un battuto , tagliato a pezzetti, con le carote, il sedano, le cipolle e i pomodori
– in una casseruola larga, possibilmente di coccio, versare l’olio extravergine d’oliva, il peperoncino  e il battuto di verdure
– soffriggere, a fuoco bassissimo  per 3 minuti, mescolando 
– continuare la cottura , con coperchio, a fuoco bassissimo, per 10 minuti
– aggiungere le fave lessate e qualche cucchiaio di acqua calda o brodo vegetale
– aggiustare di sale e cuocere, a fuoco bassissimo, per 10 minuti, mescolando delicatamente
– servire calde o tiepide

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