CAPONATA DI MELE

La Caponata di Mele è la gustosa variante della classica preparazione della cucina siciliana. Ne avevo sentito parlare da tempo ma non l’avevo mai gustata…..

Durante le consuete vacanze estive trascorse a Castelbuono ,è  di rito, andare al “Giardino di Venere”, il meraviglioso ed elegantissimo ristorante del caro amico Salvatore Baggesi. 
Ve ne ho già parlato… adoro la cucina di Salvatore….recupero accurato delle ricette antiche madonite, ingredienti a km 0, location antica e affascinante.
Tra le varie portate che ci sono state servite , c’era anche la caponata di mele, che non avevo mai mangiato. 
DELIZIOSISSIMA !!! la consistenza e il gusto delle mele golden si fonde , perfettamente con l’agrodolce della classica caponata. Una rivelazione che permette a tutti e in qualsiasi parte d’Italia dove le melanzane, in inverno , diventano merce rara e comunque , qualitativamente, mediocre, di preparare un antipasto , o contorno , di grande pregio e “furbo”  perchè, come tutti i piatti in agrodolce, va preparato in anticipo per essere buonissimo. 
Quindi ecco la ricetta e, quando la preparerete e gusterete, non potrete piu’ farne a meno !!




Ingredienti per 4 persone:
– 3 mele Golden o Smit
 – 3 coste di sedano

– 50 gr. capperi salati 
– 4  cipolle 
– 150 gr. olive verdi denocciolate
– 1\2 bicchiere di olio extra vergine d’oliva 
– 4 cucchiai di salsa di pomodoro già pronta  
– olio per friggere


Procedimento:
– sbucciare le mele e  tagliarle a tocchetti 
– nel frattempo sbucciare e affettare le cipolle
– mettere le cipolle in una larga padella e farle appassire con mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva, a fuoco bassissimo e mescolando
– dissalare i capperi in acqua tiepida e mettere da parte
– denocciolare le olive e mettere da parte
– lavare i gambi di sedano, levare i filamenti e tagliare a pezzettini
– sbollentare il sedano in acqua salata sino a che diventi tenero
– friggere le mele  in una larga padella , mescolando, dorare velocemente da tutte le parti , sgocciolare e tenere da parte
– in un bicchiere versare due tazzine da caffè di aceto bianco e 3 cucchiai di zucchero, mescolare e aggiustare, di zucchero o d’aceto, secondo il proprio gusto  e mettere da parte

assemblaggio della caponata:
– nella larga padella con le cipolle già appassite, aggiungere il sedano lessato, i capperi, la salsa pronta, le olive e l’aceto con lo zucchero, aggiustare di sale e lasciare cuocere, a fuoco bassissimo, per un paio di minuti, mescolando
– aggiungere le mele fritte, mescolare molto delicatamente e cuocere, tutto insieme, per un minuto
– trasferire la caponata in un  piatto da portata e consumare fredda, meglio il giorno dopo

N.B : 
Le mele devono essere croccanti e devono essere cotte poco per mantenere la consistenza



CAPONATA DI MELE

La Caponata di Mele è la gustosa variante della classica preparazione della cucina siciliana. Ne avevo sentito parlare da tempo ma non l’avevo mai gustata…..

Durante le consuete vacanze estive trascorse a Castelbuono ,è  di rito, andare al “Giardino di Venere”, il meraviglioso ed elegantissimo ristorante del caro amico Salvatore Baggesi. 
Ve ne ho già parlato… adoro la cucina di Salvatore….recupero accurato delle ricette antiche madonite, ingredienti a km 0, location antica e affascinante.
Tra le varie portate che ci sono state servite , c’era anche la caponata di mele, che non avevo mai mangiato. 
DELIZIOSISSIMA !!! la consistenza e il gusto delle mele golden si fonde , perfettamente con l’agrodolce della classica caponata. Una rivelazione che permette a tutti e in qualsiasi parte d’Italia dove le melanzane, in inverno , diventano merce rara e comunque , qualitativamente, mediocre, di preparare un antipasto , o contorno , di grande pregio e “furbo”  perchè, come tutti i piatti in agrodolce, va preparato in anticipo per essere buonissimo. 
Quindi ecco la ricetta e, quando la preparerete e gusterete, non potrete piu’ farne a meno !!




Ingredienti per 4 persone:
– 3 mele Golden o Smit
 – 3 coste di sedano

– 50 gr. capperi salati 
– 4  cipolle 
– 150 gr. olive verdi denocciolate
– 1\2 bicchiere di olio extra vergine d’oliva 
– 4 cucchiai di salsa di pomodoro già pronta  
– olio per friggere


Procedimento:
– sbucciare le mele e  tagliarle a tocchetti 
– nel frattempo sbucciare e affettare le cipolle
– mettere le cipolle in una larga padella e farle appassire con mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva, a fuoco bassissimo e mescolando
– dissalare i capperi in acqua tiepida e mettere da parte
– denocciolare le olive e mettere da parte
– lavare i gambi di sedano, levare i filamenti e tagliare a pezzettini
– sbollentare il sedano in acqua salata sino a che diventi tenero
– friggere le mele  in una larga padella , mescolando, dorare velocemente da tutte le parti , sgocciolare e tenere da parte
– in un bicchiere versare due tazzine da caffè di aceto bianco e 3 cucchiai di zucchero, mescolare e aggiustare, di zucchero o d’aceto, secondo il proprio gusto  e mettere da parte

assemblaggio della caponata:
– nella larga padella con le cipolle già appassite, aggiungere il sedano lessato, i capperi, la salsa pronta, le olive e l’aceto con lo zucchero, aggiustare di sale e lasciare cuocere, a fuoco bassissimo, per un paio di minuti, mescolando
– aggiungere le mele fritte, mescolare molto delicatamente e cuocere, tutto insieme, per un minuto
– trasferire la caponata in un  piatto da portata e consumare fredda, meglio il giorno dopo

N.B : 
Le mele devono essere croccanti e devono essere cotte poco per mantenere la consistenza



CASSATA CON FRUTTI DI MARTORANA anche conosciuti come PASTA REALE


La “Frutta di Martorana” sono dei dolcetti, sapientemente modellati, di pasta di mandorle.

In Sicilia sono tipici per la Festività dei Morti. 
Anche questi, insieme ai vari biscotti che vi ho già raccontato QUI’ , QUI’ E QUI’, incrementavano i cestini (cannistru) che i bambini avrebbero trovato il 2 novembre , idealmente portati dai cari defunti.

Narrano gli storici che , a  Palermo , la frutta Martorana veniva confezionata dalle suore nel convento annesso alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, o San Nicolò dei Greci, (conosciuta come la Martorana), che si affaccia sulla Piazza Bellini  e fu eretta nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio del normanno Ruggero II, re di Sicilia. 
Pare che le suore curassero con tantissima dedizione il giardino del convento che produceva frutti e ortaggi meravigliosi.
Questa notizia arrivò arrivò all’orecchio del vescovo che volle vedere personalmente queste meraviglie ma, non tenne conto del fatto che era la Festa di Ognissanti e quindi era già autunno e gli alberi erano senza frutti , così come l’orto. 
Quindi le suore decisero di riprodurre i frutti con la pasta di mandorle per guarnire gli alberi….quindi i FRUTTI DI MARTORANA 

Oggi la Martorana, una vera e propria opera d’arte , è  riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale siciliano.
Si utilizzano delle forme in gesso ma si possono formare anche a mano libera e dipingere con i colori alimentari.

Io ne ho modellati una certa quantità per decorare una torta farcita con crema di ricotta…una cassata ma, invece di essere ricoperta con la glassa di zucchero e i frutti canditi, l’ho ricoperta con uno strato di pasta di mandorle , stesa con il mattarello, lo stesso metodo con il quale si stende la pasta di zucchero e poi ho incollato i mini frutti di Martorana che ho modellato a mano libera e i fiorellini e foglie.

foto Iolanda Messina

foto Iolanda Messina

foto Iolanda Messina

foto Iolanda Messina

Questa torta è composta da un Pan di Spagna quadrato, 
crema di ricotta condita con arancia candita, zuccata e goccine di cioccolata 
pasta di mandorle (io già pronta)



Ingredienti 10 persone:


– 1 Pan di Spagna per uno stampo quadrato di 22×22 e la ricetta la trovate quì
– crema di ricotta e la ricetta la trovate quì
– bagna di zucchero e rum e la ricetta la trovate quì

– 1 kg di pasta di mandorle F.lli Nuccio – Palermo
– colori alimentari F.lli Nuccio – Palermo
– Zucchero a velo F.lli Nuccio- Palermo


FAVE SECCHE A "CUNIGGHIU"

Le Fave a “cunigghiu”  , a “coniglio”, per intenderci , non contengono polpa di coniglio ma sono un gustoso piatto , rigorosamente, vegetale,

a base di fave secche o fave fresche ma, dell’ultimo raccolto, quando sono piuttosto durette.

E’ una pietanza contadina, povera e di tradizione che vi consiglio caldamente . 
Lo potrei definire un vero “comfort food” per le sere invernali, da poter preparare in anticipo e trovare pronto quando si ritorna , troppo stanchi e troppo tardi, per poter mettere a tavola qualcosa di decente.
Le fave, ricchissime di sali minerali, costituivano per le popolazioni contadine , la sopravvivenza, il serbatoio di energie per poter affrontare il duro lavoro dei campi…spesso l’unica risorsa in tempo di guerre o carestie.
Al giorno d’oggi è, senz’altro, un pasto salutare, corroborante e gratificante.
La denominazione deriva dal fatto che, anticamente, venivano servite in un piatto, unico per tutti i commensali,  dal quale si prelevavano, rigorosamente con pollice, indice e medio e, con gli incisivi, si toglieva la capoccetta della fava e , con la pressione della punta delle tre dita, si facevano uscire i “cotiledoni” del seme della fava dalla buccia e, quasi automaticamente veniva mangiata . 
Quell’azione e la velocità di esecuzione faceva pensare al coniglio. 
In genere le fave secche vengono lessate, previo ammollo, come un comune legume e poi condite con olio extravergine, aglio e origano. Io le ho preparate attingendo ad una “variazione sul tema” castelbuonese ed è risultata una pietanza gustosissima , colorata e salutare.


Ingredienti per 4 persone:
– 400 gr. di fave secche non decorticate  Belisario 
– 2 carote
– 2 coste di sedano
– 2 cipolle rosse
– 4 pomodori maturi
– 1 foglia d’alloro
– 1 peperoncino
– 30 gr. olio extravergine d’oliva

Procedimento:
– mettere in ammollo le fave per una notte
– sciacquarle bene e lessarle in acqua con una foglia d’alloro
– a meta’ cottura aggiungere il sale q.b.
– quando saranno tenere, toglierle dal fuoco
– nel frattempo, preparare un battuto , tagliato a pezzetti, con le carote, il sedano, le cipolle e i pomodori
– in una casseruola larga, possibilmente di coccio, versare l’olio extravergine d’oliva, il peperoncino  e il battuto di verdure
– soffriggere, a fuoco bassissimo  per 3 minuti, mescolando 
– continuare la cottura , con coperchio, a fuoco bassissimo, per 10 minuti
– aggiungere le fave lessate e qualche cucchiaio di acqua calda o brodo vegetale
– aggiustare di sale e cuocere, a fuoco bassissimo, per 10 minuti, mescolando delicatamente
– servire calde o tiepide

con questa ricetta partecipo al programma di affiliazione