ARANCINE MIGNON AL LAMPREDOTTO

…E si…avete letto bene!!! ARANCINE AL LAMPREDOTTO!!!

Starete pensando…”Ma che c’azzecca???” lo sapete che amo le contaminazioni. Sono palermitana e la

mia città è l’emblema universale delle CONTAMINAZIONI , non solo culturali ed etniche ma, soprattutto quelle GASTRONOMICHE.

Amo il buon cibo, da qualunque parte del Mondo provenga . Sono curiosissima dei sapori e profumi di altre tradizioni.
Questa volta, l’ispirazione, mi è arrivata grazie ad una azienda toscana  La Bottega del Trippaio che produce delle specialità , appunto, della tradizione gastronomica toscana, con un metodo innovativo e che io apprezzo particolarmente: la cottura a vapore e la conservazione  sottovuoto, senza additivi e conservanti.

Frama S.r.l. è un’azienda nata nel 1985 a Scandicci, vicino a Firenze, dalla voglia di mettersi in gioco di Franco e Marco Falli, due fratelli che, sulle orme del padre, decidono di prendere in gestione un’attività di lavorazione di zampe bovine. L’azienda pian piano si espande, specializzandosi anche nella cottura di lingue, stomaci bovini, nervetti e guance ed infine nella produzione di piatti pronti, ispirati alle specialità tipiche fiorentine. Dalla trippa al lampredotto in zimino, dalla ribollita allo stracotto di guancia, nasce così la linea “La Bottega del Trippaio”, che confeziona in vasetti di vetro i piatti della cucina locale, dopo un’accurata selezione degli ingredienti, scelti tra le migliori materie prime, senza l’aggiunta di conservanti, antiossidanti e coloranti, i prodotti de “La bottega del Trippaio”. sono confezionati in vasetti di vetro che, grazie al solo calore (processo di sterilizzazione), possono essere conservati per lunghi periodi a temperatura ambiente. L’intera gamma delle specialità è semplicemente da scaldare, in forno a microonde o in un tegame, prima di essere portata in tavola e 
  assaporarne il gusto genuino e autenticamente toscano.

Nel 2016 i prodotti dell’azienda ricevono il certificato di approvazione dell’Associazione Cuochi

Fiorentini.

Mi è stata inviata una ricca e golosissima campionatura di prodotti. Naturalmente conosco la cucina toscana da letture e ricette e, quando sono stata a Firenze, pochissimo, purtroppo, ho mangiato la mitica bistecca e i salumi e formaggi. 
Non conoscevo il Lampredotto….e dopo qualche ricerca su internet, ho capito che si tratta della trippa , che noi, a casa, adoriamo.

Quindi è stata la prima specialità che ho voluto provare. 
Vi assicuro che si tratta di prodotti eccellenti, con materie prime di grandissima qualità. Quando ho aperto il vaso contenente il lampredotto, il profumo ha invaso la mia cucina. Ottimo colore, senza grassi (si sa che la trippa è un alimento magro), con i pezzetti di carote e sedano visibili….proprio come se l’avessi cucinato io!!!! quindi cosa faccio??? UNA CONTAMINAZIONE!!! dato che, tra pochissimo, sarà il 13 dicembre, festa di Santa Lucia, a Palermo è tradizione, per devozione naturalmente, non mangiare pane e pasta ma ….mangiare tutto il resto e, il posto d’onore spetta alle ARANCINE che vi ho già descritto ,nei gusti classici, con il ragu’ di carne e al burro con prosciutto e mozzarella.
Visto che, in questi giorni sono impegnatissima a preparare i regali gastronomici, ho , semplicemente lessato e condito il riso e ho fatto delle piccole arancine, perfette per gli antipasti delle feste, per un ricco buffet o per un aperitivo rinforzato, farcite con il lampredotto già pronto e ….VOILA’ !!! in pochissimo tempo ho realizzato una preparazione, notoriamente, piuttosto elaborata. 

Piatto da portata “Babbo Natale”, ciotoline e bicchiere in terracotta “Artigiana Vasai”

Ingredienti per 6 persone:
– 1\2 kg di riso Arborio
– 1 vaso di Lampredotto “La Bottega del Trippaio” da 400 gr.
– 50 gr. di burro
– 1 dadi per brodo di carne
– 1 bustine zafferano
– 2 tuorli d’uovo (tenete da parte gli albumi per la panatura)
– 200 gr. caciocavallo grattugiato o parmigiano o pecorino secondo i gusti
– 300 gr. di pangrattato
– 100 gr. di farina 00
– olio di semi di arachidi o girasole per friggere

Procedimento per il riso (da fare la sera prima )
– mettere in una pentola il riso e il doppio, di peso, d’acqua fredda, il dado , 1\2 cucchiaino di sale e lo zafferano
– mescolare ,  mettere il coperchio e portare ad ebollizione a fuoco forte
– quando il riso avrà raggiunto l’ebollizione, spegnere il fuoco e lasciare gonfiare, senza togliere il coperchio, per 1\2 ora
– trascorso questo tempo mescolarlo, lasciarlo intiepidire e aggiungere i tuorli, il formaggio grattugiato e il burro
– mescolare bene e lasciare riposare in frigo tutta la notte

Assemblaggio: 

– prendere , con la  mano una manciata di riso e appiattirla sul palmo della mano
– adagiamo al centro del riso appiattito un cucchiaio  di lampredotto
– cerchiamo di avvolgere il ripieno con lo strato di riso appiattito sul palmo della mano, aiutandoci anche con l’altra mano , e modellare una palla quanto un mandarino piccolo
–  fare questa operazione è meglio tenere le mani ben umide
Panatura:
– quando avrete formato tutte le arancine mignon , sino ad esaurimento degli ingredienti, passarle nella farina 00, negli albumi sbattuti e nel pan grattato
– friggere in una friggitrice o in una padella con i bordi alti o in un tegame ma sempre con olio abbondante

– appena l’olio sarà ben caldo immergervi un o più arancine in modo che vengano completamente sommerse dall’olio.

– Quando diventeranno dorate  tirarle fuori e farle intiepidire su della carta assorbente.

– Mangiarea volontàààààà!!!!!!!

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